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Scalpelli

Scalpelli

Alcune note sull'angolo di affilatura degli scalpelli

Di regola gli scalpelli occidentali vengono venduti con un angolo di affilatura di 25°, e quelli giapponesi di 30°. I bedani per le mortase potrebbero venire forniti un angolo più alto. Quando si affila uno scalpello è generalmente consigliabile conservare l'angolo di affilatura originale del prodotto. Per alcune applicazioni, tuttavia, può essere meglio cambiare l'angolo di affilatura.

Legni dolci: se si lavora solamente con legni dolci, come abete rosso, pino o simili, ed in particolar modo se si ritoccano lavori senza l'utilizzo del mazzuolo - quindi utilizzando solamente la pressione del palmo della mano - l'angolo di affilatura può essere leggermente ridotto a 23° per gli scalpelli occidentali ed a 28° per quelli giapponesi. La finitura è più facile con questi angoli, ma bisogna tenere presente che il filo è decisamente più sensibile. Non utilizzare un mazzuolo e non fare mai movimenti a leva (che bisognerebbe sempre evitare). Inoltre bisogna mettere considerare il lavoro che serve per ottenere un angolo più acuto: è sempre necessario abradere tutto il bisello.

Un angolo di affilatura più acuto è necessario solamente per compiti particolari, e lo scalpello affilato con tale angolo dovrebbe essere riservato ad essi. Per i legni dolci l'angolo standard è quasi sempre adatto! Potrebbe anche essere necessario l'utilizzo di un angolo meno acuto anche con i legni dolci; ad esempio con dell'abete rosso molto nodoso: l'effetto dei nodi sul filo sarebbe simile a quello del legno duro. Anche nel caso in cui si utilizza un mazzuolo con molta forza sarà necessario un angolo magiore.

Legni duri: aumentare l'angolo di affilatura per la lavorazione di legni come faggio e rovere. In questo modo il filo sarà meno sensibile e si eviteranno le frequenti scheggiature causate dallo stress che il lavoro su legni duri imporrà al filo. Un angolo più alto permette anche qualche raro utilizzo con movimenti a leva, che specialmente nel caso di mortase profonde è difficile evitare. Diversamente da un angolo più acuto, è facile ottenere un angolo meno acuto: non sarà necessario abradere tutto il bisello, ma solamente il primo mm o due vicino al filo. Però non bisogna dimenticare che per ritornare all'angolo originale sarà necessario asportare la parte restante del bisello. E' possibile aumentare l'angolo standard di 25° degli scalpelli europei a 30°, e quello di 30° degli scalpelli giapponesi a 35°. In ogni caso, provare anche con i valori intermedi: la caratteristica di taglio desiderata potrebbe benissimo essere ad un angolo compreso tra i due estremi!


Alcuni consigli per la scelta

Un buon scalpello è davvero buono solo se utilizzato per l'uso previsto. Uno scalpello di pregio è fuori posto se lo portate in un cantiere dove bisogna lavorare tavole di legno sporche di cemento o dove il rischio di furti è più elevato. Per contro i lavori di fino vanno eseguiti con attrezzi di qualità.

Per lavorare bene con uno scalpello è indispensabile che sia ben affilato. Non utilizzate mai una mola a secco; il metallo perde la tempra e il filo si rovina più rapidamente. Alcuni produttori definiscono il loro prodotto "affilato e pronto all'uso - aprire la confezione e iniziare a lavorare". Non dategli retta! Dovete anzitutto garantire la planarità del dorso, altrimenti non otterrete mai un'affilatura veramente perfetta. Come passo successivo affilate il bisello e da ultimo ripassate il tutto per la lucidatura. Non fatevi scrupoli ad usare una guida di affilatura. Non c'è niente di più difficile che rifare il filo a uno scalpello tenendolo in mano.

Conoscete la storia del vecchio scalpello trovato in un angolo della soffitta? Era ancora utilizzabile e una volta affilato aveva un bisello che durava molto a lungo. Nel giro di poco tempo era diventato lo scalpello preferito per un sacco di utilizzi diversi. Come si spiega? Semplicemente quello scalpello aveva un alto contenuto di carbonio, il che lo rendeva ottimo per l'affilatura e gli conferiva una particolare durezza. Nel 19° secolo praticamente ogni scalpello aveva un'alta pecentuale di carbonio, fino all' 1.7% e senza altri metalli. Qualche svantaggio peraltro questo materiale ce l'ha: è fragile, perde la tempra se riscaldato e non è inossidabile.

Per ridurre questi svantaggi, molti produttori usano acciai con leghe di altri metalli; p.e. vengono aggiunti cromo e nickel per renderlo inossidabile, volframio e molibdeno per renderlo resistente al riscaldamento, titanio per renderlo più duro. Si cercherà quindi di combinare questi additivi per ottimizzare il prodotto.

A questi miglioramenti corrispondono però anche degli svantaggi: l'affilatura diventa più difficile, le pietre si ingolfano e la durata del filo si riduce, il che va bene per un cacciavite, ma non per un attrezzo da taglio.

Gli svantaggi degli acciai al carbonio, nel caso degli attrezzi da taglio usati a mano, sono più che compensati dai vantaggi, e per questo rimangono i nostri favoriti.

Gli scalpelli giapponesi tradizionali vengono realizzati in acciaio puro. Gli acciai della Due Ciliege sono legati con altri materiali, ma grazie alla composizione equilibrata, ancora affilabili in modo soddisfacente.

A voi la scelta.

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