Le pietre ad acqua giapponesi, che siano naturali o sintetiche, sono
rinomate per la loro capacità di affilatura rapida. Dato che le
fonti di pietre naturali sono sempre più sfruttate, oggi c'è più un interesse crescente
per le pietre artificiali. Il legame più lasco tra i grani fa sì
che man mano che si usurano vengono rimossi e lasciano il posto a grani
nuovi e affilati.
Prima dell'uso mettete la pietra a mollo - normalmente 5 minuti bastano, che possono diventare dieci con pietre molto grossolane. (Importante: non esponete mai petre bagnate a temperature inferiori allo 0°C. Potreberro rompersi). Posate la pietra su una superficie non scivolosa o fissatela tra due pezzi di legno..
Utilizzate possi bilmente l'intera superrficie della pietra per rinviare il più possibile l'inevitabile formazione di un avallamento. La fanghiglia che si forma va sciacquata regolarmente, mentre può rimanere sulla pietra se volete ottenere un affilatura più fine a parità di pietra - come potreste fare con una pietra più fine; questo tipicamente al termine di un processo di affilatura.
Le pietre ad acqua risultano efficaci solo con acqua. Non utilizzate mai olio! Se lo fate la vostra pietra diventerà inutilizzabile!
Selezionate le pietre per lo specifico utilizzo. Serve a poco utilizzare una pietra ultrafine per lavori grossolani. I criteri I criteri che vi consiglamo sono:
La pietra deve essere perfettamente piana. Con una pietra consunta e molto scavata non otterrete mai un buon risultato - ameno che non stiate affilando scalpelli curvi. Comunque una pietra incavata è sempre recuperabile, ma deve essere rettificata. Esistono diversi metodi per ottenere questo risultato. Le pietre giapponesi sono rapide e facili da rettificare, perchè sono morbide e il legame tra le particelle è lasco. Perciò questa procedura si rende spesso necessaria.